L’esposizione, che gode del patrocinio della Città di Bassano del Grappa ed è curata da Mario De Marinis, rivela la complessità del modo di sentire e di esprimersi attraverso la fotografia.
Gli scatti proposti, manifestano l’identità comunicativa di ogni fotografo, una varietà di linguaggi espressivi che, attraverso la tecnica, il tema o semplicemente l’attimo fermato, palesano la sensibilità di ognuno nel cogliere lo stato originario delle cose.
Possiamo individuare due filoni principali fra i temi proposti: da un lato la “difficoltà dell’essere” che si presenta a noi come male interiore ed è profondamente radicata nella società in cui viviamo, dall’altro la “necessità di documentare” utilizzando la macchina fotografica come strumento di scrittura, per vergare pagine di un diario dove la storia narrata diventa ponte fra l’io fotografo e i fatti del mondo.
Una composizione di lavori, specchio diretto degli autori, che aprono un quadro sull’importanza e sulla necessità di decodificare il racconto fotografico, traslandolo, ove possibile, nella complessità di uno storytelling agganciato al quotidiano.

