La mitologia antica parla ancora all’uomo del nostro tempo? La tesi che fa da sottofondo a questa mostra – condivisa dall’artista e dal suo curatore – e sostenuta con grande rigore stilistico è che esista uno stretto legame tra il popolare mondo dei fumetti e dei film che hanno come protagonisti i Supereroi e, appunto, la mitologia antica. Inaugura giovedì 14 novembre alle 18.30 “E R O I C A”, personale di Gabriel Ortega a cura di Giorgio Chinea Canale. La nuova mostra della Giorgio Chinea Art Cabinet, galleria indipendente nata dal giovane Giorgio Chinea Canale, spalmata sulle storiche vetrine del Caffè Pedrocchi, luogo cult della città di Padova, oggi si è concretizzata anche fisicamente in nuovo spazio espositivo. Ma sempre all’insegna del marchio di fabbrica di Chinea Canale: la Wunderkammer. Una stanza delle meraviglie che il pubblico può ammirare anche solo passandoci davanti. Giorgio Chinea Canale, dopo aver proposto alla città artisti del calibro di Alberto Bortoluzzi, Laurina Paperina, Giovanni Motta e Giovanna Ricotta, abbracciando quindi la pluralità dei linguaggi del contemporaneo, porta a Padova il colombiano Gabriel Ortega. E il suo mondo di Supereroi. Titola infatti E R O I C A questa nuova esposizione che vede quadri, sculture e installazioni. E alcune chicche come una piramide di scatoline in plexiglass che racchiudono al loro interno una pluralità di Tintin, icona culto di Ortega, declinato in svariate manifestazioni: “Tintin è il protagonista per eccellenza dei lavori di Ortega – spiega Chinea Canale – un’icona che l’artista propone in varie sfaccettature: ora nobile cavaliere, ora Sant’Antonio, ora Galileo: pensati proprio in omaggio alla città di Padova”. Il Pop è senz’altro il filo conduttore che unisce le scelte curatoriali ed espositive del gallerista. Ce lo conferma anche il giornalista del Corriere del Veneto Alessandro Zangrando nel testo critico da lui redatto, a corredo della mostra: “La poetica di Gabriel Ortega è popolata di eroi- scrive Zangrando - Tintin, Batman, Uomo Ragno, Capitan America e molti altri. Sono i protagonisti di un grande, coloratissimo, Pantheon Pop che l’artista colombiano declina in forme diverse, spesso inaspettate: dipinti, pupazzetti, statue, installazioni, mosaici. La prima ispirazione per Ortega è la Pop art”. E R O I C A è il titolo dato dal gallerista curatore alla mostra per il chiaro riferimento iconografico al mondo dei Supereroi realizzati da Ortega: espressione contemporanea della mitologia classica. Ortega è noto al pubblico di tutto il mondo per la sua commistione iconografica. Chinea Canale, nel suo testo critico, evidenzia come l’artista “santifichi” i suoi personaggi. Tintin ad esempio, sembra ritratto da Velasquez, con tanto di giacca damascata e gorgiera. Queste incursioni falsano i piani temporali e quelli di senso: così la storia dell’arte si mescola al fumetto creando continui slittamenti, come ci suggerisce ancora Zangrando. Ogni artista nasconde un segreto e Gabriel Ortega ci svela il suo: “Mio padre lavorava molto e tornava tardi la sera. Io lo aspettavo a letto sveglio perché mi piaceva che mi leggesse qualcosa. Le sue letture preferite erano i fumetti di Tintin e la storia dell’arte. Mio padre è mancato quando io ero molto piccolo e ha lasciato un grande vuoto, un grande dolore dentro me. Ma anche il ricordo delle tante letture fatte insieme. È per superare la sua mancanza, per sconfiggere il dolore che nelle mie opere io mescolo gli eroi dei fumetti ai grandi personaggi della storia dell’arte”. Nasce così il suo Tintin: “Spesso lo racchiude in box di plexiglas, a proteggerlo dal nemico esterno: il tempo, l’incuria e i nemici della fantasia”, legge giustamente Zangrando. L’elevazione che Chinea Canale vede nelle trasfigurazioni che opera Ortega, quella che trasforma gli eroi in Santi, altro non è che il bisogno di rendere eterno il personaggio. Creando un mondo fantastico, dove un padre e un bambino possono diventare Supereroi. “Con Gabriel Ortega – confessa Chinea Canale - condivido un forte, genuino legame con il mondo dei Supereroi dei fumetti che spesso, in un modo o nell’altro, hanno salvato le nostre vite: portandoci in mondi fantastici, ricchi di forza, coraggio. E super potere”. Perché: We can be heroes, cantava il grande David Bowie. Anche se: Just for one day.
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