La mostra dell’artista veneta Silvia Canton “L’amore finisce dove finisce l’erba. Dopo Vaia, il bostrico tipografo”, a cura di Martina Cavallarin con Antonio Caruso e organizzata da Techne Art Service A.p.s, nasce dalla ricerca dell’artista sul legno schiantato dalla tempesta Vaia e sulle cortecce infestate dal bostrico tipografo. Recuperando materiali destinati a decomporsi, Canton dà forma a opere che raccontano le ferite del clima, la fragilità dei cicli naturali e il rapporto tra uomo e ambiente. Il progetto travalica i sempre più labili confini tra discipline e, oltre a promuovere l’arte come linguaggio capace di generare consapevolezza, dialogo e partecipazione, abbraccia un concreto apparato scientifico testuale e video grazie alla documentazione di Luigi Torreggiani e Pietro Lacasella, alla supervisione di Emanuele Lingua e Massimo Faccoli e all’approfondimento del professor emerito Raffaele Cavalli.
Silvia Canton. L’amore finisce dove finisce l’erba. Dopo Vaia, il bostrico tipografo è patrocinata da: Città Metropolitana di Venezia; Fondazione Dolomiti Dolomiten Dolomites Dolomitis UNESCO; Università degli Studi di Padova; Dipartimento di Agronomia Animali Alimenti Risorse naturali e Ambiente DAFNAE dell’Università degli Studi di Padova; Dipartimento Territori e Sistemi Agro-Forestali TESAF dell’Università degli Studi di Padova. È inoltre sostenuta da: Amorim Cork Italia SpA; Fondazione Silla-Ghedina; Studio Roncato Ingegneria civile e ambientale; Zoppas Industries-IRCA S.p.A. Industria Resistenze Corazzate e Affini; Arte Veneta - Antitarlo a microonde di Zeno Vettorazzo; e vede come partner tecnici: L’AltraMontagna; Marigraf srl; Fratelli Colle; People; Santi Catering; Tecno Sugheri.
La mostra è raggiungibile in vaporetto ACTV con le linee 2, 4.1 e 4.2 e scendendo alla fermata Palanca.

