Le carte di Michela Modolo, non sono una trasposizione pittorica di testi poetici, ne un'ispirazione tratta da essi quanto, piuttosto, un incontro meta-temporale con la sensibilità cretiva poetica che, in un certo modo, 'attraversa' la sua anima. Una sorta di pietas, compassione e rispetto che induce all'empatia. Le venticinque opere luminose nell'empito creativo della poesia eroica di Marina Cvetaeva (Mosca 1892-Elabuga 1941) diventano scurite e involute dal dubbio e dalla disperazione quando si avvicina la fine tragica. Il ciclo diventa quindi una forma di "corrispondenza dipinta"

