Mostra e catalogo a cura di Remo Forchini
Sede: Nomi (Tn), Granaio
Interventi: Alessandro Riolfatti, sindaco di Nomi
Remo Forchini, curatore
Fiorenzo Degasperi, critico d’arte
Le opere di Simone Turra saranno esposte inoltre nei Comuni di Calliano, Nogaredo, Isera nelle sedi istituzionali mentre a Besenello si possono visitare presso la Biblioteca Comunale.
Inaugurazione: venerdì 9 ottobre 2026, ore 18
Visitabile: da sabato10 ottobre a sabato 7 novembre 2026
Orario: mercoledì, giovedì, venerdì, sabato 16 – 19
Esiste un luogo sotterraneo, un punto preciso e impercettibile in cui la materia cessa di essere pura sostanza per trasformarsi in presenza. È il limen, la soglia critica dove il visibile confina con l’invisibile, la carne con lo spirito, la terra con il mito. La scultura di Simone Turra abita da sempre questo spazio di confine, proponendosi come una costante, tesa navigazione verso ciò che sta oltre.
Nelle mani di Turra la materia non è mai un mero supporto formale, ma uno stato d’animo, un ponte gettato tra universi. Nel marmo, la pietra trattiene la luce trasparente della pelle e il respiro della forma assopita. Nel legno venato di memoria organica, palpita l’impronta della terra e del tempo. Nel bronzo, la fusione stabilizza il passaggio alchemico dal fuoco alla durata eterna. Nel ferro, la linea si fa tensione pura, segno geometrico e spigoloso che fendendo lo spazio traccia una via di fuga. La terracotta porta con sé il ricordo della madre terra e del fuoco primigenio, mutazione in itinere per forme e pensieri e non é un caso se una sala é dedicata proprio a questa tecnica. Ogni materiale ha una soglia da varcare, un confine fisico che chiede di essere attraversato per restituire un’immagine che appartiene sia all’umano che all’archetipo.
In questo superamento del limite risuona una eco mitologica profonda. Come le figure del mito classico ed arca

